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Cagliari, 26 gennaio 2024. «La Regione potrebbe gestire i parchi
nazionali sardi». L’ha detto Renato Soru nel suo intervento all’evento
del WWF “Sardegna capace di futuro”, ospitato stamattina alla ex
Manifattura di Cagliari.

Intervistato dal presidente di WWF Italia Luciano Di Tizio e dal
coordinatore della Sardegna Antonio Canu, il candidato presidente della
Coalizione sarda ha presentato la sua visione dell’ambiente come risorsa
sostenibile per lo sviluppo dell’isola. «Per me – ha detto – tutta la
Sardegna è un’area protetta e noi vogliamo renderla l’isola verde
dell’Europa e del Mediterraneo, l’isola della biodiversità, l’isola
circolare dove non ci sia un rifiuto che poi viene smaltito, ma tutto
ciò viene raccolto possa essere differenziato e riutilizzato».

Poi la ricognizione sui parchi nazionali del Gennargentu, dell’Asinara e
de La Maddalena: «Il parco del Gennargentu esiste solo sulla cartina o,
come mi ha detto una persona della zona, è solo un cartello stradale –
ha detto spiegato Soru -. In quello dell’Asinara è tutto bloccato: è
commissariato da sempre, non sono ancora stati fatti il piano del parco
e il piano di gestione, il ministero dell’Ambiente stanzia meno di un
milione di euro all’anno. Nonostante questo il ministero dell’Ambiente
vuole portare totalmente a Roma la gestione del parco dell’Asinara,
escludendo del tutto le già poco coinvolte comunità locali. E per quello
de La Maddalena, che dire? Andate a vedere l’arcipelago d’estate: a cosa
serve il parco se permette l’abuso che si compie ogni estate in quella
zona con centinaia e centinaia di barche schiacciate in quelle acque?»

«Da presidente della Regione – ha continuato il leader della Coalizione
sarda – , chiederei una norma d’attuazione allo Stato per definire
meglio queste competenze con la Regione, perché penso che la gestione di
un parco nazionale possa andare in capo alla Regione. Poi il ministero
dell’ambiente può monitorare e intervenire nel caso di qualcosa non
gestita nel modo giusto.»

«Nel passato – ha proseguito – si è sempre pensato all’attività
forestale come forma di assistenzialismo per le zone interne. È stata
invece la realizzazione di una grande industria della qualità
ambientale. Se consideriamo le aree gestite dall’agenzia regionale
Forestas e quelle gestite da privati, quelle adibite a usi civici, i
pascoli arborati, abbiamo un patrimonio enorme, il più grande d’Italia
che lavora in silenzio per la cattura del CO2 e la produzione di
ossigeno. Questo lavoro per la pulizia dell’aria finora non ha finora
prodotto valore economico, ma può essere certificato e venduto alle
aziende del mercato globale attraverso i carbon credits. Con il
rafforzamento di Forestas possiamo così creare lavoro nelle zone
interne.»

Alla domanda sulle cose a cui dare priorità se eletto presidente, Soru
non ha avuto esitazioni: «Nel 2006, in 18 mesi siamo riusciti ad
approvare con un lavoro enorme il piano paesaggistico regionale per la
fascia costiera. In tanti hanno fatto campagna elettorale dicendo che lo
avrebbero cancellato e invece è ancora là. Quando mi dimisi nel 2008,
era pronta all’80% anche la parte relativa alla Sardegna interna, che è
bellissima e importante almeno come quella costiera. è una delle mie
priorità, è una di quelle cose per cui sento il senso del non finito che
mi ha portato a tornare a impegnarmi in politico. Il Ppr non è una serie
di vincoli, ma è l’idea di un modello di sviluppo diverso: vivere e
convivere con la natura, in maniera più semplice, consapevole e
sostenibile per il futuro.»
 

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