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Cagliari, 19 gennaio 2024. «La destra al governo vuole distruggere lo
Statuto di autonomia del 1948, non possiamo consentirlo»: l’ha detto il
candidato presidente della Coalizione sarda Renato Soru nel corso
dell’incontro “La Sardegna di oggi e del futuro”, ospitato ieri nel
centro sociale di Pozzomaggiore, organizzato da Vota Sardigna e
coordinato da Sarah Poddighe.

«La Sardegna avrebbe bisogno di maggiori autonomia e competenze e invece
il governo di destra porta avanti un progetto l’autonomia differenziata
che è un attacco alla nostra specialità – ha proseguito Soru -. Abbiamo
bisogno di guidare noi le politiche in tema di trasporti, di energia, di
gestione dei beni culturali. Servono maggiori competenze per costruire
con le nostre mani un futuro diverso per la Sardegna e invece a Roma ce
le negano tutte. Però, l’ha detto Calderoli, stanno pensando di creare
il ministero delle Isole, che non si sa bene a cosa servirebbe e fa
pensare al viceré delle Indie. A fronte di queste idee poi mettono pochi
spiccioli nel Fondo nazionale per l’insularità. E chi andrà a Roma ad
aprire una vertenza con lo Stato: Truzzu, Todde? Pensate che chi è stato
nominato dai partiti romani poi avrà la forza di difendere i bisogni
della Sardegna?»

«Ecco perché c’è bisogno di una ripartenza della nostra politica – ha
continuato il candidato –. In tutte le regioni europee che hanno una
forte identità di popolo, una lingua, una storia, una cultura ci sono
partiti che mettono al centro l’interesse di quel popolo. Succede in
Catalogna, nei Paesi baschi, ma anche in Valle d’Aosta e nell’Alto
Adige. Questo finora invece non è avvenuto in Sardegna: tanti anni fa ci
fu il Partito sardo d’azione di Mario Melis, ma quella spinta propulsiva
e ideale si è ormai esaurita.»

E il passaggio successivo, secondo il leader della Coalizione sarda,
passerebbe dalla riscrittura dello Statuto speciale. «Se ne parla ormai
da alcuni decenni e non si riesce a fare – ha detto – ma prima o poi
riusciremo a mettere da parte la frammentazione e fare un passo tutti
insieme in questa direzione. Ma, in attesa di questo momento, lo stesso
Statuto ci dà uno strumento che è stato dimenticato: le norme di
attuazione, e sono una possibilità per tenere vivo e attuale lo statuto
attraverso norme che specificano, dettagliano e attuano quello che lo
statuto prevede in termini generali. Altre regioni hanno utilizzato
questo strumento in maniera straordinaria e continua: per esempio il
Trentino Alto Adige oggi ha la competenza per l’intero sistema
scolastico, con lo stato che trasferisce le risorse che prima spendeva
per la scuola pubblica e il Trentino che gestisce in autonomia e meglio
quei soldi.»

Non è pero solo una rivendicazione di maggiore autonomia per la Regione:
«Dobbiamo anche dare maggiori competenze agli enti locali e proseguire
quel percorso di prossimità che porti il processo decisionale sempre più
vicino, e nel modo più partecipato possibile, alle persone poi vivono
queste decisioni. Immaginiamo – ha concluso Renato Soru – una Regione
Sardegna dove le responsabilità scendono davvero sul territorio con
l’aiuto dei sindaci, che lavorano insieme ad altri sindaci e si
coordinano valorizzando anche l’impegno civile del volontariato e delle
cooperative sociali particolarmente importanti nei piccoli centri.»

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