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Cagliari, 13 febbraio. Alessandra Todde afferma che la Sardegna dovrebbe
sedere ad un fantomatico “tavolo” di concertazione volto a rendere le
servitù militari presenti in Sardegna “sostenibili”.
Queste frasi sono un attacco alla Sardegna ed ai Sardi.

Non vi è e non potrà mai esserci alcuna compatibilità tra la Sardegna,
terra fertile, e la presenza dei poligoni militari e questo è dimostrato
dalla storia.
La loro presenza non solo ha determinato la sottrazione delle terre al
popolo sardo, ma anche depressione economica e sottosviluppo in tutte le
aree che le ospitano, oltre a una decrescita inarrestabile della
popolazione. Ad esempio, il comune di Teulada ha perso il 60% della
popolazione dalla creazione del poligono a oggi.

Negli anni ’50 alla Sardegna è stata imposta la presenza dei poligoni
militari, come Teulada o quello di Quirra e Capo San Lorenzo o quello di
Capo Frasca senza poter esprimere alcun parere, sottraendoci centinaia
di chilometri di terra e di mare. Si tratta di una vera e propria
occupazione militare che impedisce lo sviluppo della Sardegna.

Bisogna poi ricordare soprattutto che dentro i poligoni militari gli
eserciti di tutto il mondo simulano la guerra, adoperando tutti gli
armamenti che poi verranno realmente utilizzati. Questo determina e ha
determinato un inquinamento incalcolabile all’ambiente, tra cui per
citarne una ricordo la penisola Delta di Teulada, per cui oggi alcuni
generali sono sotto processo per disastro ambientale.

Stupisce infine che, all’interno della coalizione che Todde rappresenta,
vengano accettate senza battere ciglio queste affermazioni, soprattutto
perché sono presenti candidate e candidati dichiaratamente contrari alla
guerra e alla presenza dei poligoni.
Occorrerebbe da loro una ferma e coente presa di posizione contraria a
queste scellerate e anacronistiche dichiarazioni.

Giulia Lai,
Segretaria Nazionale di Liberu

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