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Sassari, 14 febbraio 2024. Sulla candidatura di Renato Soru e sul
truffaldino voto utile, l’unico travisamento della realtà è quello del
deputato Pd Silvio Lai.
Il Partito democratico sardo ha dovuto ingoiare a forza una candidatura
imposta da Roma in base a ragioni e criteri slegati dalla situazione
sarda e, per sminuire la portata del nostro progetto politico, ripropone
un vecchio post di Soru che circola da settimane sui social. Come tutti
i ripescaggi da Internet, la posizione di Soru sulla candidatura di
Michela Murgia, contenuta in una lettera puntuale che analizzava nel
merito la questione, è stata estrapolata dal contesto e dalla situazione
politica – totalmente differente rispetto a quella attuale – e
utilizzata come un manganello.
Ci presentiamo come indipendenti – rispetto a una parte del mondo
progressista o che è convinta di essere tale – perché quel
centrosinistra che oggi chiede il voto utile non ha permesso che i
cittadini, attraverso le primarie, scegliessero il candidato presidente.
La nostra proposta è stata respinta al mittente, ritenuta irricevibile.
Il nostro obiettivo è – ed è sempre stato fin dalla nascita di Progetto
Sardegna – quello di portare alle urne coloro che non si sentono
rappresentati. E come fa un sardo a sentirsi rappresentato dal deputato
Silvio Lai e da chi fa scegliere i candidati a Roma, fa scegliere i
programmi a Roma e fa scegliere le priorità dei sardi da Roma? Non può.
Per questo l’unica alternativa alla destra populista siamo noi e il vero
terzo polo è quella coalizione M5S – PD che ha scelto di non dialogare
con noi e di non chiamare in causa cittadine e cittadini.
Il voto utile è utile solo per chi lo sbandiera come unico argine contro
l’apocalisse. L’apocalisse invece si evita con idee, progetti e
proposte, che nello schieramento del deputato Lai sono così carenti da
costringerli a copiare il nostro programma dal primo momento.
Gli appelli al voto utile sono appelli al vuoto di contenuti. La
Sardegna, invece, merita il futuro attraverso un programma serio e
concreto. È proprio questo il fine della campagna elettorale: diffondere
idee, progetti e proposte affinché gli elettori possano compiere una
scelta consapevole.
E allora, a chi propone di votare contro noi chiediamo di votare per:
per la Sardegna, per il futuro e per chi ha contenuti da diffondere e
non solo una trita cantilena a sostegno del ‘voto utile’ e dell’inganno
che si cerca di rifilare a cittadini e cittadine.
Saranno loro a dirci chi sarà il primo, chi il secondo, chi il terzo
polo in Sardegna.

Monica Spanedda
Candidata alle elezioni Regionali
Progetto Sardegna

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